LA CACCIA A GOLLUM  - THE HUNT FOR GOLLUM

The Hunt for Gollum è un fan movie ispirato all'opera di J.R.R. Tolkien e sviluppa le avventure di Aragorn nelle terre orientali, imprese appena accennate nelle pagine de Il Signore degli Anelli. Si tratta insomma di un prequel, ambientato dopo gli eventi raccontati ne Lo Hobbit. L'Anello è stato affidato al mite hobbit Bilbo Baggins, che vive nella pacifica Contea. Gollum, il precedente proprietario dell'oggetto magico, è consumato dal desiderio di riaverlo e vaga in cerca di chi glielo ha rubato. La sua ricerca ha richiamato le attenzioni di bande di orchi; lo stregone Gandalf si accorge del pericolo e incarica il ramingo Aragorn di acciuffare Gollum...

Il mediometraggio è stato realizzato da Chris Bouchard, che ha curato anche la sceneggiatura. Con soli 3000 euro, un centinaio di attori ed una sessantina di esperti di grafica digitale e coreografie, ha dato vita all'universo epico descritto da Tolkien. Da un budget tanto esiguo sarebbe logico aspettarsi una produzione amatoriale, interpretata da volenterosi appassionati, recitata e confezionata alla meno peggio tra scenografie approssimate e costumi cuciti in casa. Niente di più sbagliato, in questo caso: la pellicola Bouchard è un vero miracolo di professionalità ed estro creativo.
Gli attori principali, Adrian Webster e Patrick O'Connor, sono stati selezionati in base alla somiglianza rispettivamente con Viggo Mortensen e Ian McKellen, ossia i volti cinematografici di Aragorn e Gandalf. Gollum viene mostrato pochissimo; Bilbo e gli hobbit compaiono solamente nelle battute dei protagonisti. La sceneggiatura si dipana in modo tale da non dover per forza esibire lo hobbit corrotto dal potere dell'Anello. L'espediente di chiuderlo in un sacco funziona e convince, risparmiando costose animazioni. Analoga scelta viene operata riguardo alla Contea a ai suoi piccoli abitanti: viene mostrata la mappa della Terra di Mezzo, Gandalf e Aragorn parlano dei pericoli che incombono su quel mondo placido, che però non viene mai rappresentato direttamente. Qualcuno forse resterà deluso, attendendosi ometti dai piedi grossi e pelosi, eppure la scelta si rivela vincente, perché effetti speciali approssimativi avrebbero relegato la pellicola nel ghetto dei film amatoriali, girati per divertire i partecipanti e pochi irriducibili appassionati.
The Hunt for Gollum riesce a coinvolgere vecchi e nuovi fan, grazie a una trama lineare, comprensibile anche a quanti conoscono solamente la versione cinematografica del romanzo. Ci sono citazioni del passato di Aragorn, non sempre necessarie allo svolgersi della vicenda ma utili per far sentire lo spettatore 'a casa'. Esemplare è in questo senso l'incubo causato dal veleno delle armi degli orchi: fornisce una motivazione alla fuga di Gollum e offre l'occasione per mostrare il legame tra Aragorn e Arwen.
L'estetica visiva è la stessa dei film di Peter Jackson, con scene cupe e paesaggi mozzafiato. Vige l'estrema fedeltà all'immaginario iconografico della Terra di Mezzo, con abbondanza di primi piani che valorizzano l'espressività degli interpreti, e piani lunghi che descrivono un mondo lontano. Le location britanniche di Epping, Hampstead e del Galles del Nord non faranno certo rimpiangere la Nuova Zelanda.
Ogni sequenza è stata accuratamente ritoccata dal team di sessanta esperti d'arte digitale. Tutti indossano costumi analoghi a quelli visti nella trilogia, la fotografia fonde alla perfezione protesi, trucchi e ritocchi grafici. Le coreografie di combattimento sono state curate da esperti e la recitazione è davvero convincente, pure quella dei comprimari. Bella anche la colonna sonora, scaricabile dal sito ufficiale del fan movie; è stata creata da Adam Langston, Andrew Skrabutenas e Chris Bouchard sulla falsariga della partitura cinematografica.

La diffusione di fan fiction o fan movie ispirati a note opere spesso provoca le reazioni risentite degli autori, dei loro eredi o della produzione cinematografica. Nel caso di The Hunt for Gollum, nessuno ha alzato la voce, né gli eredi del grande scrittore, né la New Line Cinema. La silenziosa approvazione, e le migliaia di fan che sul web hanno apprezzato e diffuso il video, aggiungendo nel caso della versione italiana un doppiaggio professionale, ripagano ampiamente le fatiche del regista e del suo team di affiatati collaboratori. Tre quarti d'ora di avventura, da vedere per scoprire come si possano realizzare fan movie di qualità.

VOTO: di Cannonau su 5, visivamente pregevole, professionale e rispettoso del mondo di Tolkien

 

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